Newsmarche.it

L'informazione non può essere serva della politica, altrimenti perde la sua funzione

Coronavirus, ci sono gruppi sanguigni più a rischio?

Da un recente studio condotto da diversi laboratori come 23andMe, società privata con sede a Mountain View, in California e in Italia dal Policlinico di Milano insieme a l’Istituto Clinico Humanitas e l’Ospedale San Gerardo di Monza, è risultato che alcuni gruppi sanguigni sono più a rischio di altri.

Questo tipo di ricerche coinvolgono un capiente numero di persone in modo tale da ottenere un giusto riscontro.

È saltato fuori che le persone con il gruppo sanguigno 0 hanno meno probabilità di contrarre il coronavirus. Infatti le persone che possiedono il gruppo zero hanno più possibilità di non risultare positivi al coronavirus e inoltre chi contrae la malattia il più delle volte non sviluppano forme gravi.

Naturalmente si sta parlando in linea generica perché ci sono diversi fattori che vanno a influire sui risultati come ad esempio l’età, lo stato di salute attuale e pregresso, il sesso, la costituzione fisica e anche le origini etniche.

Gli studi sono ancora all’inizio, c’è ancora molto da scoprire. Ma già dai primi risultati messi a confronto con altre ricerche hanno potuto verificare che le persone con il gruppo sanguigno di tipo 0 si sono dimostrate più resistenti al COVID-19. Al contrario, a dimostrarsi più suscettibili al virus sono le persone che possiedono il gruppo sanguigno di tipo A, sono più predisposte a sviluppare una forma più grave.

La ricerca principalmente è nata per capire se la genetica svolge un ruolo determinante sullo sviluppo del COVID-19. Abbiamo visto che il virus colpisce le persone in modo diverso, ad esempio c’è chi presenta solo sintomi lievi o chi persino è asintomatico e poi ci sono le persone che invece si ammalano in modo grave fino ad arrivare alla morte.

Gli scienziati appunto vogliono capire, tramite lo studio genetico, quanto il gruppo sanguigno influisce sul contagio e sul percorso della malattia. Inoltre questa scoperta potrà aiutare a rendere più efficaci i vaccini contro il coronavirus.